P.IVA 03966780011
Welcome in CiDiMu Chi Siamo
   
 
 
   
  CIDIMU.IT
  I Nostri Specialisti
  La redazione medica
  Le nostre Brochures
  Gruppi di studio
  Ginecologia
  CCSVI
   
  SALUTE e DIAGNOSTICA
  Specialità
  Glossario Medico
  Domande & Risposte
   
  DOSSIER
  AIDS
  Noi e gli Animali
  Previdenza
  Parliamo di...
   
  CURIOSITÀ
  Medicina & Storia
  Parla l'Esperto
  Senza Camice
  TEST & Salute
 
SALUTE e DIAGNOSTICA - ESAMI SPECIALISTICI
Esami emato-chimici in gravidanza
Un esame approfondito del sangue della gravida

Dott.ssa E. Viora

1 - Emogruppo e Rh. Serve per conoscere l'emogruppo (A, B, AB, O) ed il fattore Rh (positivo o negativo) della gravida. Nel caso il fattore Rh sia negativo è importante conoscere anche l'emogruppo ed il fattore Rh del futuro papà in quanto, se esso è Rh positivo, è possibile che si verifichi una "isoimmunizzazione materno-fetale", cioè che il feto sia Rh positivo, come il padre, e provochi la produzione, da parte della mamma, di Anticorpi anti-Rh (soprattutto anti-D). Tutto questo si verifica più frequentemente, ed in modo sempre più grave, dalla seconda gravidanza in poi. E' perciò indispensabile, in questi casi, effettuare un esame che si chiama "test di Coombs" che serve per identificare (e dosare) eventuali anticorpi anti-D presenti nel sangue materno. Alla nascita (se il bambino è Rh positivo) ed in ogni evento della gravidanza che possa scatenare la produzione di tali anticorpi da parte della madre (amniocentesi, preleivo di villi coriali, distacco di placenta ecc.) è utile somministrare alla madre degli Anticorpi anti-D per via intra-muscolare proprio per evitare la loro formazione "spontanea". In questo modo è possibile, in oltre il 99% dei casi, prevenire l'insorgenza della "isoimmunizzazione materno-fetale" che è una malattia che nei Paesi industriali è in via di scomparsa, per lo meno nella sua forma più frequente che quella anti-D.

2 - Emocromocitometrico completo e conteggio piastrine. Serve per evidenziare la presenza di varie forme di anemia, sia congenita ( cioè già presente dalla nascita, come nel caso delle portatrici sane di anemia mediterranea o tratto beta-talassemico) sia acquisita (cioè legata a situazioni presenti in quel momento e che possono essere curate come la carenza di ferro o di acido folico). E' consigliabile eseguire un esame al primo, al secondo ed al terzo trimestre della gravidanza. Va però ricordato che nel corso della gravidanza si verifica una fisiologica "emodiluizione", cioè il sangue è più diluito ed quindi normale una modesta anemia che aumenta con il progredire della gestazione.

3 - Glicemia basale. Esso è l'unico esame di screening utile per individuare il diabete pre-gestazionale non diagnosticato: è consigliato eseguire una glicemia basale almeno nel corso del secondo trimestre (20- 24 settimane è il momento in cui vi una maggiore richiesta di insulina e quindi quella in cui è più facile individuarne una eventuale carenza) e nel corso del terzo trimestre.

4 - VDRL-TPHA. Serve per valutare la presenza di anticorpi anti-treponema che è l'agente della sifilide. Tale malattia nella donna può essere anche asintomatica ed è perciò molto importante effettuare tale esame per poter identificare le gravide "malate": in tali casi è indispensabile effettuare la terapia in modo corretto (con penicillina o suoi derivati) per poter prevenire la "sifilide congenita", malattia che provoca danni molto gravi al feto/neonato. E' sufficiente fare la terapia entro il 5° mese di gravidanza per evitare l'insorgenza di danni al feto/neonato.

5 - HIV. Serve per valutare la presenza di anticorpi anti-HIV (virus dell'AIDS). Si raccomanda l'esecuzione del test nel corso del primo controllo ostetrico a tutte le donne, dopo averne richiesto esplicito consenso.

6 - Ricerca Anticorpi anti-rosolia (Rubeo test). Serve per valutare la presenza di anticorpi anti-rosolia. La presenza di anticorpi (Ab) dimostra che il soggetto ha "incontrato" il virus, , bisogna però valutare quando è avvenuta:
- se è avvenuta prima prima dell'inizio della gravidanza non vi sono rischi di trasmissione al feto
se l'infezione è avvenuta dal concepimento (o poco prima) in poi bisogna "datare" l'infezione per poter valutare sia il rischio di trasmissione al feto sia i rischi/benefici di una eventuale diagnosi prenatale.

7 - HBs Ag. Serve per valutare la presenza dell'antigene del virus che provoca l'epatite B. Si raccomanda l'esecuzione nel corso del terzo trimestre. In caso di positività è utile prendere alcune precauzioni e vaccinare il neonato.

8 - Ricerca Anticorpi anti- toxoplasma (Toxo test). Serve per valutare la presenza di anticorpi anti-toxoplasma.La loro presenza indica che vi è stata infezione, bisogna però valutare quando è avvenuta:
se è avvenuta prima prima dell'inizio della gravidanza non vi sono rischi di trasmissione al feto
se l'infezione è avvenuta dal concepimento (o poco prima) in poi bisogna "datare" l'infezione per poter valutare sia il rischio di trasmissione al feto sia instaurare la terapia corretta (antibiotici che vengono somministrati alla madre e che, attraverso la placenta, giungono al feto).

 

Pagina1 di 1


.......................................................
Questa notizia può essere condivisa via e-mail inserendo l'indirizzo del destinatario e del mittente qui sotto:
Email Mittente